Yoga: scienza e arte dell’uomo”

Un nuovo Umanesimo nella rinnovata attenzione all’Essere



Dello Yoga si evidenzia spesso la sorgente antica, per darne credibile fondamento.Già quarantamila anni prima di Cristo, si dice, lo Yoga era completo nel suo sistema. Poi nei secoli e nei millenni si è andato trasformando, adattando, si è perduto e ritrovato, occultato, reso manifesto, seguendo le vicende dell’ uomo nel tempo e nello spazio. Da una sola matrice sono nate molte scuole, da una regione d’origine (l’India) questa disciplina si è andata diffondendo in tutto il mondo. Oggi lo Yoga è insegnato ovunque e gli insegnamenti sono innumerevoli. Dello Yoga, l’ Occidente ha colto prima di tutto l’ aspetto miracoloso, l’ abracadabra del  santone dagli occhi di lucida follia che vive senza mangiare e respirare, che trasforma la roccia in acqua e materializza l’ aria. Poi ha scoperto la potenzialità ginnica e salutista, il miraggio della longevità come piccolo miracolo quotidiano. Schiere di igienisti a versarsi

l’ acqua nel naso ed a cercare la perfezione del corpo. Quindi il rilassamento, il silenzio della mente, l’ abbandono, antidoto allo stress, alla fretta della metropoli. Il rapporto con se stessi, le discese nel profondo della coscienza dove tutto scompare e resta solo

l’ Essere, le nozze mistiche di soggetto e oggetto, la spiritualità del samadhi. Filosofia, ginnastica, religione e psicologia, cura del corpo, cura della mente, via dello spirito, ricerca interiore, dimensione cosmica. Qui ci muoviamo e ci piace definire questa disciplina col termine, coniato da Yogi Bhajan, di Umanologia: scienza e arte dell’ Uomo in quanto tale, nella sua essenza, quel che Socrate intendeva dicendo “conosci te stesso”.

Per noi si tratta di un nuovo Umanesimo, di una rinnovata attenzione all’ Essere nella sua totalità. Lo Yoga unisce, tiene insieme, non scarta e non allontana. Richiama la attenzione sulla verità, distrugge la rimozione, esalta la contraddizione fino a creare la saturazione del blocco e una rinata creatività dell’ Essere. Può agire sulla mente, ma non è psicoterapia; può agire sullo spirito, ma non è religione. Lo Yoga è prima di tutto meditazione: attenzione, concentrazione, contemplazione chiara dell’unità del tutto, esperienza del mandala umano. Il Kundalini Yoga, secondo Yogi Bahajan, è un invito alla pratica che questo maestro, per primo, ha trasmesso liberamente in Occidente, ha insegnato nel corso degli anni Ottanta per prepararci  ai tempi duri che ci aspettano, per fare fronte al diffondersi e accumularsi di stress e follia attorno a noi.  

Kundalini Yoga: ideale per chi deve far fronte a una vita da trascorrere in ambienti con un alto tasso di inquinamento (fisico-mentale-spirituale). Yoga dinamico, veloce, che agisce direttamente sul nostro più alto potenziale creativo, sulla nostra coscienza.La pratica è l’ essenza di ogni Via di conoscenza. Diceva Alce Nero ai suoi Sioux “se vogliamo sopravvivere dobbiamo continuare a danzare”. Così anche noi non facciamo che continuare la nostra danza di vita. Impariamo il ritmo, l’ armonia, il canto e il movimento del nostro Essere più vero, che è qui, a disposizione, ogni giorno, per essere conosciuto e sperimentato. La difficoltà non è risvegliare la Kundalini che dorme, ma tenerla desta, tenerla in alto. Allora ci darà la forza necessaria per attraversare anche i luoghi e i momenti più oscuri e difficili. Questo è lo Yoga, la capacità  di concentrazione, di tenuta della direzione scelta. Ogni scoperta e ogni ostacolo non sono altro che un nuovo passo sul percorso del processo evolutivo. Lasciatevi guidare dalla pratica, datele fiducia, per ottenere conoscenza, tenetevela cara. E’ la vostra migliore amica.

Satnam Sergio Olivieri